Smorta: "Corti fa tutto per opportunismo, ma con me ha sbagliato i calcoli"

DESIO - Paolo Smorta, dopo la revoca delle deleghe da assessore, ha convocato una conferenza stampa per dire la sua a mente fredda. Una lunga cronistoria, uno sfogo personale. Affermando che ora cercherà sì di fare una lista, per combattere le logiche di partito e le ingiustizie. Intanto inizia a togliersi qualche sassolino dalle scarpe.

"Devo ringraziare Roberto Corti, perché coinvolgendomi, pur sapendo che ero uno lontano dalla politica, mi ha permesso di fare esperienza, anche di crescere come persona. Mi ha dato la possibilità di fare qualcosa per la città a cui sono legato, affidandomi deleghe che mi hanno fatto incontrare tante persone. Pensate: 49 società sportive, 4.700 atleti. Io di questo gli sarò sempre grato". E' un inizio soft quello della conferenza stampa convocata da Paolo Smorta, per chiudere il discorso sulla revoca delle sue deleghe da assessore da parte del sindaco Roberto Corti.

Solo l'inizio, però, perché nel resto della conferenza il tono è quello della persona ferita che ha voglia di reagire con orgoglio. "Alle elezioni sono stato il più votato di Desio Viva che, tuttavia, come riferimento ha sempre avuto il sindaco. Mi sentivo un assessore che non rappresentava una lista, in Giunta solo per un rapporto fiduciario con Corti. Non è bello. Certe volte una persona ha anche bisogno di un supporto, di un confronto. Nel 2013 Lucrezia Ricchiuti ha dato il mio numero ad Ambrosoli che ha voluto candidarmi per le regionali. In quel momento Desio Viva, con un comunicato diffuso a una settimana dal voto, mi ha scaricato. Ho fatto quello che avrebbero fatto tutti: a mia volta ho preso le distanza da Desio Viva".

Smorta improvvisamente ha iniziato a sentirsi solo anche in Giunta. "Ma non fuori. La collaborazione con le società sportive e con i commercianti è stata ottima. Dallo sport e dal commercio, ma anche la gente comune, mi chiedeva che cosa avrei fatto alle elezioni. Mi diceva di non mollare, di fare una lista. Anche Giorgio Gerosa, segretario del Pd, un anno fa mi ha chiesto che cosa avrei fatto: non avevo risposte. Gli avevo garantito che quando avrei avuto novità, glielo avrei comunicato".

Nel frattempo ho continuato ad agire nell'interesse della città, arrivando anche a perdere il posto di lavoro per l'impegno che mettevo nell'amministrazione comunale. Il 29 dicembre l'invito degli amici di "Sinistra per Desio" che appoggiano le mie idee e mi invitano a parlarne con Corti. Il 6 gennaio incontro Gerosa e dico a lui e a Corti che li devo incontrare per comunicare la mia volontà di fare una lista. La risposta? Corti mi dice che 'il treno è già fatto', non ci sono più spazi. E che, in ogni caso, vuole conoscere i nomi delle persone che metto in lista. Poi pretendo che io faccia la conferenza stampa per dargli il pieno sostegno, perché sostiene che sto tramando. Gli spiego la situazione mi chiede di farla presente anche in Giunta".

Da questo momento la situazione peggiora: "Mentre parlo mi fanno domande accusandomi di mancanza di rispetto, di tradimento. Sono a disagio, faccio presente dopo un'ora che preferisco andare a casa. Corti, quello che è sempre stato l'amico, sottolinea che se non me la sento di stare lì, posso anche andare. Dal giorno dopo cominciano le telefonate: Gerosa che mi supplica di fare la comunicazione, Corti che mi chiede di fare la conferenza stampa. Io prendo tempo fino al 15 febbraio. Mi chiama anche Lucrezia Ricchiuti, le spiego la situazione, mi dice che posso anche mandare gli altri a quel paese".

La situazione però peggiora: "Lunedì ricevo la telefonata di Corti mentre sono in Regione a cercare fondi per il campo sportivo. Mi dice che ha ricevuto pressioni per revocare le deleghe, che lui mi stima ma che è andata così. Sono allibito. Poi vengo a sapere del comunicato stampa, firmato da lui, non dal gruppo, in cui spara a zero contro di me come persona".

Smorta in un primo momento pensa di mollare tutto. Poi prevale l'orgoglio: "Nel momento in cui volevo quasi tirarmi indietro, mi hanno fatto reagire. Ora voglio fare la lista per combattere le ingiustizie. Lavorerò con maggiore tenacia contro quei partitismi. Corti ha ricevuto pressioni? Ora è un problema suo non mio. Ha ragione quando dice che in questa vicenda è lui quello che perde".

"Lo sapete qual è la cosa più ridicola? E' che loro, che vivono di opportunismo perché si trasformi in voti, ora non possono neanche mettersi le medagliette per i lavori fatti nello sport e nel commercio, perché significherebbe fare campagna elettorale per me. Con chi starò? Vedremo. Intanto mi hanno già cercato tutti, una chiacchierata non la nego a nessuno, ma per confrontarmi sui programmi, non sugli schieramenti. La città ha bisogno di un cambio di marcia. Non dico che Corti ha lavorato male, visto che fino a pochi giorni fa ero con lui, ma onestamente bisogna pensare un po' di più anche ai nostri imprenditori".

E, intanto, si toglie un sassolino dalle scarpe: "Lo sport? Dopo avermi estromesso da tempo dagli incontri con la piscina e altre realtà, sappiate che per il 2016 ha previsto un investimento di soli 16 mila euro. Cambierà le lampade del centro sportivo. Io glielo dicevo da anni, ora glielo ha chiesto un genitore, quindi eseguirà. Chissà, quando gli diranno dei buchi ai campi da tennis e degli spogliatoi da rifare, adesso forse troverà quei soldi necessari che prima diceva di non avere".